18 aprile 2017

 

Caro Alfredo,

ho letto la proposta di blog che hai inviato a Claudio; sono anch’io un chimico in pensione (da molti anni) e condivido del tutto quanto scrivi sia sulla analisi di che cosa hanno bisogno i paesi poveri, sia sulla proposta di biblioteca su chiavetta.

Insegnavo merceologia e mi sono sempre chiesto di quali merci e macchinari hanno bisogno gli abitanti dei paesi poveri; il campo delle tecnologie intermedie su cui lavoravano Schumacher e altri.

Ma dalla tua lettera capisco che forse non hanno neanche bisogno di buone pompe a mano per sollevare l’acqua o di semplici gabinetti; o forse si possono aiutare anche con questi, progettati cercando di capire le loro abitudini ?

Cultura per loro, rendendo accessibili libri digitali, ma anche cultura per noi perché per la maggior parte, non sappiamo niente di che cosa sia un villaggio e di come vi si vive.

Per inciso quante cose potremmo imparare dagli immigrati !

Non so se posso essere utile in qualche modo, ma vorrei seguire almeno il vostro lavoro. Se ne può parlare in qualche blog o giornale ?

 

Cari saluti,

Giorgio Nebbia